ALFA

Musicorum Convivium

di Fausta Ciceroni e Alessio Magnaguagno

Home Su

Così fan tutte
 

Aggiornato il giorno 24 aprile 2012        

Grande conclusione della stagione 2011/2012 con il

 

Falstaff

di Giuseppe Verdi

direzione musicale di Nicola Samale

regia di Riccardo Canessa

non mancate!

Brochure IV Stagione fronte retro

 

INFORMATevI AL 3349516109

 

Così.. la vediamo noi
Scheda Tecnica

Così fan tutte

La scuola degli Amanti

(Opera integrale)

Allestimento e regia

G. Minarini – A. Magnaguagno

"Così fan tutte è giudicata da alcuni l’opera mozartiana in cui domina la Ragione; qui sarebbe nascosto il segreto dell’incorruttibile giovinezza di questo spartito, al quale dovrebbe andare, e andranno probabilmente in avvenire, le preferenze di tutti gli spiriti liberi, quelli che vedono nella musica, così come vedeva Nietzsche, un’arte di catarsi capace di giocare con le forze del Cosmo" (Eugenio Montale).

La Trama.

Spinti dalla cinica filosofia dell’amico Don Alfonso, i due giovani ufficiali Ferrando e Guglielmo si dilettano a scommettere sulla fedeltà delle loro rispettive fidanzate: Dorabella e Fiordiligi.

Don Alfonso architetta un piano diabolico, annunzierà alle due ragazze l’imminente partenza per il campo dei due promessi sposi, li farà imbarcare salvo andarli a riprendere e ripresentare in casa alle due dame come due suoi amici lontani.
Irriconoscibili quanto buffi, ma pur sempre attraenti, saranno obbligati da Don Alfonso ad insidiare la virtù delle due fanciulle, ma il caso che si beffa della comune sorte farà sì che le due ragazze provino interesse l’una per il fidanzato dell’altra.

E così in un’atmosfera surreale si verificherà l’aforisma di Don Alfonso “è la fede delle femmine come l’araba fenice che vi sia ciascun lo dice, ove sia nessun lo sa…”, le due ragazze cadranno vittime della situazione soprattutto di fronte alla più suprema e irresistibile promessa: l’amore accompagnato dal matrimonio.

Dopo qualche resistenza arrivano i due fatidici si, ma anche il momento di interrompere la burla e farsi riconoscere, seguito dall’inevitabile pentimento delle due belle.
“Fortunato e quell’uomo che da ragione si fa guidare” sarà l’ultimo saluto di questa partitura geniale ed audace, irresistibile e perfetta.