ALFA

Musicorum Convivium

di Fausta Ciceroni e Alessio Magnaguagno

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In vino Veritas!
 

Aggiornato il giorno 24 aprile 2012        

Grande conclusione della stagione 2011/2012 con il

 

Falstaff

di Giuseppe Verdi

direzione musicale di Nicola Samale

regia di Riccardo Canessa

non mancate!

Brochure IV Stagione fronte retro

 

INFORMATevI AL 3349516109

 

Cronologia dei concerti

Cari Amici,

al momento di dover scrivere questa breve introduzione mi sono trovato nell’increscioso imbarazzo di dover decantare le qualità ed i benefici del vino e del bere e ho avuto l’impressione che con questo avrei fatto un’istigazione all’alcolismo.

Si perché il nostro programma musicale e letterario spesso da voce all’ubriaco, e invita a più riprese a levare il calice per un ricco brindisi!

Mi sono chiesto perciò come diffondere la cultura del vino e parimenti indicare nella sobrietà e nella moderazione gli strumenti per apprezzarla fino in fondo.

Ed intanto che rimuginavo distillando il pensiero e vagliando gli indicatori, annotando gli aneddoti, cercando il bouquet di elementi giusto, sentivo che tutto mi era particolarmente familiare, e si badi che, sebbene mi picchi di avere una discreta cantina, e di associare sempre il vino giusto al piatto giusto, io non sono poi né un gran bevitore, né un gran conoscitore di vini.

C’era però nelle mie riflessioni un’eco fortissima. Non è stato immediato, ma ad un tratto tutto mi si è chiarito: VINO=ARTE.

Perché il vino come l’arte è un bene voluttuario, non necessario alla sopravvivenza biologica. Il loro dominio non è quello del necessario e nemmeno quello del quotidiano: le occasioni privilegiate in cui si consumano sono i giorni segnati in rosso, i festivi, quando si rinsaldano e si rinnovano i legami sociali e si celebra la convivialità all’insegna del superfluo, di tutto ciò che come il vino e l’arte scorre sopra.

Come il vino anche l’arte ha dei costi di realizzazione enormi, per preparare un vino o uno spettacolo, si spendono energie e ricchezze nemmeno paragonabili al resto delle attività produttive, e pure non sono quotati in borsa , né costituiscono un indice economico di ricchezza di un paese.

Entrambi poi vanno a riempire gli spazi del riposo dalle fatiche quotidiane, e in queste isole ed oasi  temporali lo spreco diventa tanto più sfrenato quanto più povero è il quotidiano, come accadeva nella celebrazione del carnevale in tempo di carestia o di peste, allorché lo spreco e licenza proliferavano per esorcizzare il presente.

E quindi si consuma l’arte ed il vino interrompendo il flusso del quotidiano, tuffandosi in un metastato dove sembra di cogliere simboli e concetti che nello stato “normale” sembriamo non riuscire a captare.

E il vino come l’arte, infine, ha i suoi ministri, sacerdoti che mescono e distribuiscono al pubblico astante il loro prodotto migliore.

Da ultimo voglio lasciarvi questo pensiero prima che iniziate a centellinare il nostro concerto: lasciate che Dioniso rapisca i vostri sensi, lasciatevi andare al nostro baccanale musicale, che dopo la furia irridente, sconsolata, gaudente, persa per amore, e d’amore inebriata, tornerà la quiete e la serenità.

A tutti, buon ascolto…

Alessio Magnaguagno