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Viaggi organizzati e tour di gruppo in Canada

Tour Alaska e Canada Il Canada è una delle destinazioni preferite dagli amanti della fotografia, grazie a panorami incantati e luoghi unici che il Paese ha da offrire. La sua vicinanza con l’Alaska rende il Canada una tappa fondamentale per una vacanza che includa la visita sia allo Stato federato degli USA sia alle splendide Montagne Rocciose. Chi desidera realizzare il sogno di un viaggio in Canada, può trovare utile acquistare l’intero pacchetto vacanza presso un Tour Operator qualificato, grazie al quale si potranno toccare con mano terre fin qui viste soltanto in foto. 

Partendo dalla costa orientale del Canada, l’attrazione forse più conosciuta per fotografi e turisti è rappresentata dalle Cascate del Niagara, facili da raggiungere se si è nei pressi di Toronto, in Ontario. Si può approfittare di un soggiorno a Toronto della durata di qualche giorno per fotografare il simbolo stesso della città e dell’intero Paese, la CN Tower, alta più di mezzo chilometro. Se si preferiscono gli scatti culturali, dove il soggetto principale è l’individuo o un gruppo di persone calate in un determinato contesto, la città di Montreal, nel Quebec, diventa una destinazione quasi obbligatoria. Spostandosi più a nord, precisamente nella regione del Nunavut, è possibile avere un “assaggio” di Alaska, sfidando il clima rigido ma, al tempo stesso, avendo a disposizione una natura selvaggia, incontaminata, tutta da scoprire tramite l’obiettivo della propria fotocamera. A sud di Nunavut c’è Alberta, una regione che offre lo spettacolo naturale dei parchi nazionali Banff e Jasper (collegati tra loro dal suggestivo “viale dei ghiacciai”), due delle mete più consigliate per chi fa della fotografia la sua ragione di vita. Laghi, piante, animali, montagne: entrambi i parchi hanno tutto per essere la destinazione più incredibile di un viaggio che è appena iniziato. Lasciata la regione dell’Alberta ci si avventura nei territori della British Columbia, la regione occidentale del Canada. L’attrazione principale è Vancouver, una città fortemente improntata verso il futuro, fantastica per i fotografi amanti degli scatti urbani. Se, invece, si sceglie la natura, la riserva della British Columbia posizionata poco più a nord di Vancouver è la scelta ideale, con montagne e laghi unici. 

Montagne Rocciose Canadesi 

Il Canada è un posto speciale anche per la possibilità di visitare le Montagne Rocciose Canadesi. Sulla mappa, occorre cerchiare in rosso la regione dell’Alberta e i suoi meravigliosi parchi di Banff e Jasper. Le mete imperdibili, ipotizzando un itinerario che proceda lungo la mitica Icefield Parkway (il celebre “viale dei ghiacciai”) sono: Lake Louise, distante circa 50 km dalla cittadina Banff, immersa nel parco naturale, Bow Lake (incluse le Bow Falls), Peyto Lake, da dove si gode di uno dei panorama più belli delle Montagne Rocciose Canadesi, il ghiacciaio Athabasca Glacier (distante poco meno di 90 km da Peyto Lake), frequentato durante la stagione estiva da migliaia di turisti, vicino tra l’altro al parco nazionale di Jasper, tra i più popolari in tutto il Canada, secondo solo al Banff National Park. I fotografi più “sensibili”, percorrendo la Icefield Parkway, potrebbero trovare angoli naturali nascosti o invisibili agli occhi della maggior parte dei turisti, regalandosi così uno scatto indimenticabile.

Alaska

Per completare il viaggio, resta da visitare l’Alaska, luogo spesso ritenuto inospitale e lontano da ogni logica turistica. La realtà, però, è diversa. Se si abbina al viaggio in Canada un soggiorno in Alaska, la via – letteralmente – migliore da intraprendere è l’Alaska Highway, che si estende per 2.500 chilometri da Dawson City, nel versante nord occidentale della regione canadese della British Columbia. Percorrere l’Alaska Highway permette di arrivare al cuore dell’Alaska, attraversando luoghi impensabili fino ad ora. Se si pensa allo Stato federato degli Stati Uniti d’America, il pensiero va subito ai ghiacciai perenni, un must see per qualunque fotografo, amatore o professionista. Il luogo per lo scatto perfetto si chiama Inside Passage. Irrinunciabile, infine, la visita al più grande parco nazionale degli USA, il Parco nazionale e riserva di Wrangell – St. Elias. L’area, che si estende per 53 mila chilometri quadrati, è stato nominato patrimonio dell’umanità.

Compro oro Roma: ti racconto cosa ne penso

oro usatoVendere il proprio oro usato sotto forma di gioielli rotti o inutilizzati oppure oggetti preziosi di vario genere danneggiati o fuori moda risulta essere una pratica sempre più seguita e apprezzata da parte di un ampio numero di persone. Le ragioni per questa decisione possono essere molto diverse tra loro, ma in ogni caso si ottiene una somma in contanti da utilizzare per varie destinazioni d’uso senza dover gravare sul bilancio familiare. Ad esempio diventa possibile far fronte a bollette in scadenza oppure portare a termine un acquisto che si considera necessario. Tra questi ci sono il cambio del guardaroba, l’acquisto dei libri scolastici oppure di un elettrodomestico. In alternativa alla base può esserci il desiderio di fare una vacanza per staccare dallo stress della vita quotidiana o acquistare un nuovo smartphone per sostituire quello vecchio.

Io mi sono trovata in questa situazione quando ho dovuto fare il tagliando dell’auto: ho potuto affrontare questa spesa senza intaccare i miei risparmi decidendo di vendere alcuni gioielli che mi erano stati regalati per la cresima ma che non indossavo più perché fuori moda. Invece di lasciarli inutilizzati nel portagioie, ho deciso di trasformarli in denaro contante più utile alle mie esigenze del momento. Una volta optato per questa scelta è stato necessario trovare il compro oro dove effettuare la vendita. Infatti vendere gioielli usati risulta essere facile, ma scegliere il negozio dove ti offrono la massima quotazione oro può essere più difficile.
Innanzitutto ho verificato l’andamento del mercato dell’oro perché, dalle prime informazioni trovate, mi sono resa conto che il valore dell’oro cambia quotidianamente. Per questo motivo dovevo seguire il variare dei prezzi per scegliere il momento migliore per vendere. Allo stesso tempo ho fatto una ricerca su quali fossero i negozi compro oro in zona e quali quotazioni applicassero. Da questo punto di vista il web è stato un pratico e utile alleato perché mi ha permesso di trovare tutti i negozi più vicini a casa. Andando sul sito internet di ogni attività ho potuto accertare le quotazioni adottate, quanto fossero inferiori rispetto al valore dell’oro puro e le recensioni degli utenti. Sono stata fortunata perché, vivendo a Roma, avevo la possibilità di scegliere tra tante offerte diverse. Infatti il numero di compro oro nella capitale è veramente alto.
Ho selezionato soltanto i negozi con doversi anni di attività nel settore e che si trovavano vicino a casa mia per evitare di dover attraversare tutta la città con i gioielli nella borsa. Nel frattempo ho verificato l’effettiva caratura dei gioielli, esaminandoli uno per uno con la lente di ingrandimento. Erano in oro 18 carati e il titolo era inciso in caratteri piccolissimi sul lato interno. A questo punto li ho pesati con una bilancia digitale e ho moltiplicato il risultato per la quotazione oro, così da avere un’idea dell’effettivo valore degli oggetti. Si trattava di una catenina e di due braccialetti, quindi non ho avuto il problema delle pietre incastonate che potevano falsare la pesatura.
Ho deciso di vendere i miei gioielli usati in una delle sedi di un grande brand di compro oro presente a Roma perché mi offriva la massima quotazione oro e servizi aggiuntivi gratuiti e con un negozio molto vicino a casa mia. Infatti mi è bastato selezionare la funzione Blocco prezzo online dal sito per bloccare la quotazione per 48 ore. In questo modo sono riuscita a raggiungere il negozio con tutta calma senza rischiare che nel frattempo il valore del metallo prezioso subisse un calo.
In negozio il commesso ha voluto controllare la mia carta d’identità e quindi ha pesato i gioielli sulla bilancia (era bene in vista e si leggeva chiaramente il risultato). Quindi ha controllato la ricevuta del servizio Blocca prezzo e mi ha dato la sua valutazione del mio oro usato. Quando ho accettato, ha compilato una scheda con la descrizione di ogni pezzo, i miei dati e la somma consegnata. Quindi ha scattato due fotografie per ogni gioiello e mi ha consegnato la ricevuta e la copia della scheda: tutta l’operazione è stata veloce e professionale.

Adesso la mia macchina è nuovamente in ordine e io sono estremamente soddisfatta di non aver dovuto utilizzare i miei risparmi per il tagliando.

Scoprire il Canada con un viaggio organizzato

viaggi organizzati canadaIl Canada è nell’immaginario comune una terra da favola, dove la vita si svolge in maniera tranquilla, le città sono ben organizzate ed i paesaggi sono magnifici. È un Paese da cartolina caratterizzato da ampie foreste, splendidi laghi e cime dei monti innevati. Il modo migliore per visitare la meglio questo territorio  è quello di partire con un viaggio organizzato Canadain questo modo personale esperto saprà guidarvi attraverso le meraviglie locali senza perdere le mete più spettacolari.

LE GRANDI CAPITALI CULTURALI
Il tour può iniziare da Montreal, la città più importante del Québec, meta affascinante e divertente, capitale della cultura, punto di ritrovo di migliaia di giovani, ma anche ricca di aree verdi dove sedersi e rilassarsi. Il punto di partenza è la piazza Jacques-Cartier da cui può avere inizio la visita della città vecchia. Gli amanti della cultura potranno visitare musei, chiese e palazzi signorili dalle splendide architetture, frutto dell’arte francese dei secoli scorsi. Tra le varie tappe ci si può riposare all’ombra degli alberi all’interno del giardino botanico, un luogo tranquillo e rilassante. Imperdibile è la visita al Museo di Belle Arti di Montreal: all’interno di uno splendido edificio sono conservati quadri provenienti da tutto il mondo ed inerenti a molteplici correnti. Oltre a questi si trovano anche reperti archeologici che aiutano a ripercorrere la storia del luogo attraverso oggetti di uso comune. Infine un’oretta deve essere dedicata alla visita della Basilique Notre-Dame de Montreal, uno degli esempi maggiori di architettura neogotica al mondo e fulcro religioso della città.
La tappa successiva è Quebec City, la città più antica dell’America Settentrionale. L’abitato è dominato dallo splendido Chateau Frontenac, un castello simile a quello delle favole, oggi sede di un lussuoso albergo a cinque stelle; da questo luogo si arriva facilmente al belvedere con vista sull’intera città. Camminando per l’Upper Town ci si può dedicare ad un pò di shopping per i negozietti tipici, che si alternano a quelli dedicati alle grandi marche, mentre si raggiunge il Musée de la Civilisation. Ospitato all’interno di un edificio futuristico e caratterizzato da ampie vetrate e volumi contemporanei, possiede collezioni di arte contemporanea, istallazioni multimediali e tante attrazioni che aiutano a scoprire l’origine della civiltà moderna. Da qui si può far un breve salto all’Hotel de Glace, un’attrazione davvero originale, in quanto ogni stanza è decorata con sculture in ghiaccio, le stesse che si ritrovano insieme a colonne e fregi nel bar e nella discoteca.

TRA MONTAGNE, GHIACCIAI E CASCATE
La tappa ideale per gli amanti della natura e del trekking è il Jasper National Park, uno dei luoghi più magici del Canada. Fondato più di 100 anni fa è uno dei parchi nazionali più grandi del Canada. Al suo interno si possono visitare diversi ghiacciai, che fanno parte del comprensorio Columbia Icefield, ammirare cascate sensazionali e rilassarsi nelle aree termali delle Miette Hotsprings. Circa mille sono i chilometri di sentieri attrezzati e segnalati, che si snodano tra le Sunwapta Falls, il Maligne Lake e l’omonimo Canyon. Dai sentieri è possibile ammirare diverse specie animali tipiche della zona come il lupo, il puma, l’alce, il coyote ed il bighorn.
I più avventurosi potranno trascorrere un week-end al Fiordo di Saguenay dove, nell’ultima era glaciale, si è formata una profonda valle dalla quale si può ammirare il paesaggio particolarmente suggestivo all’alba ed al tramonto. Percorrendo la strada costiera si arriva direttamente al villaggio di Tadoussac, un piccolo paese edificato su terrazze ed il posto ideale per escursioni in barca. Qui è possibile dedicarsi al whalewatching, quindi si potranno osservare le balene nuotare nel loro habitat, oltre ai beluga. I più romantici potranno prenotare un viaggio organizzato che prevede una crociera sul fiume dalla durata di circa 3 ore: accompagnati dall’onnipresente brezza, si potrà osservare la costa punteggiata di alberi, specie di piante locali e gli splendidi colori di cui si tingono durante le diverse ore del giorno.

NEVE, SCI E GHIACCIO
Il tour per gli amanti degli sport invernali può continuare lungo le mete più divertenti e attrezzate del Canada. Banff è la città più caratteristica, dichiarata dal 1985 Patrimonio Mondiale e nota località termale. E’ proprio per questa sua ultima caratteristica che la città fu fondata: alcuni lavoratori impiegati nella costruzione della linea ferroviaria scorsero questo luogo e se ne innamorarono, dando vita ad un insediamento stabile. Circondata da alte montagne, come la Cascade Mountain ed il Mount Rundle, è il paradiso degli sciatori, con piste sempre innevate ed attrezzate. Qui si possono praticare molti sport invernali, essendoci la neve tutto l’anno: oltre allo sci di fondo e quello alpinistico, ci si può cimentare nel pattinaggio sul ghiaccio, lo snowboard e lo snow tubing. E’ il luogo perfetto dove fare nuove esperienze e provare avventure diverse dal solito; si possono effettuare gite sulle slitte trainate da cani, camminare con le racchette ai piedi e fare corse in motoslitta.
Da qui si può andare direttamente a Kicking Horse, la cui neve è talmente fine e soffice da essere soprannominata come ‘champagne delle powder snows’. L’umidità altissima in altura ed il clima secco più a valle permette la formazione di questo tipo di brina ghiacciata, ottima per sciare a tutta velocità: molti amanti della zona hanno tenuta segreta l’esistenza di questo posto onde evitare lo sviluppo di un turismo di massa. Nella zona sorgono numerosi hotel, bed and breakfast e baite dove trascorrere ore piacevoli davanti al fuoco del camino e sorseggiare una cioccolata calda. Tra una sciata e l’altra ci si può concedere anche un lauto pasto a base di specialità locali e pietanze della tradizione.
Infine vi è la stazione sciistica più famosa del Canada, quella di Whistler, a pochi chilometri da Vancouver. In questa località si trovano le piste più estese di tutto il continente ed è possibile praticare una gran quantità di sport. D’estate si aggiungono altre attività, tra cui bellissime escursioni lungo le pendici del monte che domina la città ed il gioco del golf. E’ il paradiso dei più e meno giovani: discoteche, bar e pub aperti tutta la notte permettono di riscaldarsi a ritmo di musica.

Impianti elettrici a norma per aziende e privati

impianti elettriciMantenere gli impianti elettrici in piena efficienza, nel pieno rispetto delle norme vigenti, è un dovere non solo morale ma anche e soprattutto di legge sia per le aziende che per gli utenti privati. La normativa in questo caso, infatti, parla chiaro: con la Legge 46/90, dunque, si impone obbligatoriamente a privati e aziende l’adeguamento – qualora ve ne fosse necessità – degli impianti elettrici. Di conseguenza, questo imperativo ha spinto sia i singoli proprietari privati quanto i titolari di azienda ma anche gli amministratori di condominio a porre in primo piano il problema della sicurezza degli impianti elettrici, vero cardine della Legge 46/90.

Quando si parla di sicurezza degli impianti elettrici è bene tuttavia sottolineare che non si intende solo un eventuale adeguamento a quelli che sono i canoni attuali di legge ma anche e soprattutto la manutenzione, passaggio fondamentale se si è intenzionati a conservare l’impianto in perfetto stato di efficienza e funzionalità. La manutenzione è il sistema migliore per impedire che vi siano delle interruzioni nell’erogazione del servizio ma anche per risparmiare denaro nel lungo periodo in quanto previene eventuali interventi di sostituzione degli impianti, sempre molto costosi.

Per quanto riguarda gli interventi di adeguamento, si fa di solito riferimento all’aggiornamento delle planimetrie oppure all’ammodernamento degli schemi elettrici dei quadri o ancora alla verifica dell’esattezza dei calcoli. Queste operazioni sono assolutamente indispensabili per realizzare una perfetta ‘fotografia’ della situazione attuale dell’impianto elettrico esistente così da avere meglio sotto controllo il suo andamento e apportare tempestive modifiche. Invece per manutenzione si intende quell’insieme di pratiche ed azioni messe in campo per conservare l’impianto in perfetto stato e con tutte le funzionalità efficaci. Le verifiche e gli interventi di manutenzione devono essere programmati e successivamente verificati secondo i dettami della legge italiana ma anche delle normative CEI. Una buona programmazione nel tempo, puntuale ed accorta, è il segreto del successo di una perfetta politica di manutenzione.

Se nel settore privato la manutenzione degli impianti elettrici appare come una pratica indispensabile non solo perché lo impone la legge ma anche e soprattutto per una questione di sicurezza personale, senza tralasciare l’aspetto economico (mantenere un impianto in perfette condizioni vuol dire anche in questo caso, infatti, risparmiare denaro su successivi interventi di sostituzione di pezzi e di macchine), è nel settore industriale che la manutenzione assume ancor di più tutta la sua importanza e trova la sua massima espressione. L’attività, inoltre, che è mirata a mantenere in perfetta efficienza gli impianti, comporta un notevole risparmio economico: il suo costo, infatti, non viene solo calcolato e monetizzato in base all’effettivo dispendio economico che comporta il singolo intervento ma anche e soprattutto in termini di produzione che altrimenti verrebbe persa in caso di malfunzionamento degli impianti.

Se per quanto riguarda la manutenzione elettrica, quindi, si vuole intendere il complesso di quelle azioni che mantengono nel tempo l’efficienza funzionale di una macchina e di un impianto, nel pieno rispetto delle normative vigenti e con un occhio alle prestazioni nominali, la definizione può leggermente cambiare per quanto riguarda un altro settore altrettanto importante nella produzione industriale ma anche nel mondo dei privati che è quello dell’efficienza degli impianti di riscaldamento. In questo ambito, infatti – che per molti versi è assai affine a quello dell’efficienza degli impianti elettrici – la normativa vigente è la UNI 8364 che definisce la manutenzione come la combinazione di una serie di tecniche – ma anche di pratiche amministrative per l’ottenimento delle relative certificazioni – che sono mirate o a conservare oppure a ripristinare sia un impianto di riscaldamento che un apparato singolo in uno stato tale per cui possa adempiere a tutte le funzionalità richieste normalmente nel miglior modo possibile.

Chiarita dunque l’importanza della manutenzione sia per gli impianti elettrici che per quelli di riscaldamento, ovviamente ora il consiglio, come sempre in questi casi, è per la loro attuazione di rivolgersi a professionisti del settore che sappiano non solo prendersi cura nel modo migliore del nostro impianto ma anche e soprattutto consigliarci adeguatamente sugli interventi effettivamente necessari da realizzare per conservarli in perfetta efficienza. Improvvisarsi nel campo degli impianti elettrici è rischioso e dannoso anche economicamente: meglio dunque affidarsi a chi ha fatto dell’efficienza energetica e della manutenzione degli impianti il suo core business, così da essere sicuri di rispettare pienamente tutto ciò che la legge – ma anche il buonsenso – impone. La serenità nell’utilizzo di un impianto elettrico o di riscaldamento è fondamentale: è questo il primo principio da ricordare nella scelta del nostro partner per la manutenzione.

Chirurgia protesica, di cosa si tratta?

ginocchioMolti sono i casi in cui è necessario ricorrere all’utilizzo delle protesi.

Per quanto riguarda il campo ortopedico questi rappresentano degli ausili utili per sostituire parzialmente, o completamente, parte dello scheletro (anca, ginocchio, un arto ecc..) al fine di ricostruire al meglio l’immagine corporea, far si che il risultato sia anche positivo in termini di guadagno di funzionalità e di ridurre il dolore localizzato.

Vengono suddivise in due grandi categorie: le endoprotesi (quando sono utilizzate all’interno dell’organismo) oppure le esoprotesi (quando il loro uso è destinato all’esterno).

Secondo una statistica dopo un tempo pari a quindici anni dal loro impianto quasi la totalità delle protesi (95 su 100) risultano essere ancora ben funzionanti. Nella minoranza dei casi potrebbe rendersi necessario un ulteriore intervento per revisionare o sostituire le protesi (in toto oppure solamente in una delle loro componenti).

Le cause che vedono necessario un intervento di chirurgia protesica sono molte e dovute a differenti fattori come: un trauma, alcune patologie (artrosi, malattie reumatiche ecc..) o problemi congeniti.

Un esempio di questa tipologia d’intervento molto conosciuta è quella che interessa l’anca che ha lo scopo, quando la fisioterapia ed i farmaci non sono sufficienti, di ridurre il dolore e permettere al paziente di poter compiere in libertà i normali gesti quotidiani.

In questi casi il paziente che si dovrà sottoporre all’operazione di norma viene ricoverato il giorno prima in modo di poter svolgere i normali esami pre-operatori e la visita anestesiologica. La durata dell’intervento è di circa due ore e può essere svolto in anestesia locale oppure generale.

L’operazione consiste nel rimuovere la testa del femore interessata e sostituirla con una protesi, procedimento che generalmente non supera l’ora di lavoro.

Nell’arco delle ventiquattro ore successive, con l’appoggio di un fisioterapista sarà possibile cominciare con della ginnastica a letto; il giorno successivo il paziente potrà già alzarsi in piedi grazie all’aiuto delle stampelle.

Le dimissioni generalmente avvengono dopo circa una settimana ma è necessario proseguire con la fisioterapia in modo di riprendere a camminare nel modo corretto.

La ripresa normale di attività come lo sport (come le passeggiate o il tennis) è stimato in un tempo che varia dai tre ad i sei mesi.

Un altro caso in cui la chirurgia protesica può ritenersi essenziale è quello che vede danneggiata la cartilagine che interessa il ginocchio (che può essere stata danneggiata da un infortunio oppure può essere semplicemente usurata). In questa circostanza il paziente pensa all’intervento a causa del dolore e del ridotto stato di mobilità che non vengono più contenuti dall’uso di farmaci e dalla fisioterapia.

La tipologia d’intervento dipende da molte variabili tra cui le principali sono l’età e lo stato generale di salute.

Le protesi per il ginocchio sono formate da tre componenti: la femorale (metallica), la tibiale (sempre metallica) e quella intermedia (diversamente dalle precedenti è costruita in materiale plastico). Come

nel caso precedente il paziente dovrà recarsi in ospedale il giorno prima per svolgere i vari controlli; l’operazione (che può essere in anestesia totale oppure locale) dura all’incirca un paio d’ore.

Per prima cosa viene praticata un incisione di circa quindici centimetri sulla parte anteriore del ginocchio e vengono preparate le estremità di femore e tibia in modo che la protesi possa essere alloggiata al meglio.

Sempre più apprezzata, in questa tipologia di pratiche, è la navigazione computer assistita che permette al medico di andare a minimizzare eventuali errori umani.

Già dal giorno seguente è possibile cominciare a seguire il programma di riabilitazione ideato dal fisioterapista caricando anche il ginocchio.

Il paziente verrà dimesso, in media, dopo una settimana di ricovero.

Dopo gli interventi in ambito di chirurgia protesica il soggetto deve seguire, anche a domicilio, la fisioterapia (in questo caso il recupero sarà migliore).

Il lavoro può essere ripreso in un tempo variabile da uno a tre mesi a seconda della tipologia dell’attività lavorativa (ovviamente dipende dalla tipologia di lavoro svolto, se è sedentario sarà possibile riprendere in tempi più celeri).

Sarà opportuno, a cadenza regolare, sottoporsi a controlli periodici, in modo che il medico possa accertarsi che le protesi siano ancora in ottimo stato e che tutto proceda per il meglio.

Scrub pelle di seta

scrub corpoFra i trattamenti di bellezza più efficaci per avere una pelle morbida, giovane e luminosa, lo scrub occupa da sempre un posto di primo piano. Conosciuto fin dall’antichità per i suoi benefici effetti, lo scrub ha avuto una grande diffusione ad opera degli arabi: in Medio Oriente, infatti, si usava strofinare la pelle con acqua e sabbia per purificare il corpo prima della preghiera.

In effetti, lo scrub vanta un’azione detergente, depurativa e levigante che nessun altro prodotto di pulizia è in grado di espletare: praticando una efficace esfoliazione dello strato cutaneo superficiale, infatti, lo scrub rimuove le cellule morte che vi si accumulano favorendo una migliore ossigenazione della pelle e facendo affiorare le cellule nuove. Il risultato è un visibile rinnovamento della cute che appare immediatamente più liscia, setosa e compatta; le rugosità e le imperfezioni si attenuano e il colorito acquista un aspetto più chiaro e uniforme.

Grazie alla sua azione purificante, uno scrub eseguito con regolarità almeno una o due volte alla settimana lascia la pelle sempre libera di respirare, esercitando un’azione sebonormalizzante e contrastando l’insorgenza di varie problematiche come comedoni, ruvidità e peli incarniti. Un’altra importante proprietà dello scrub riguarda i suoi effetti rilassanti: per questo è consigliabile utilizzarlo durante la doccia serale. Alla fine di una lunga giornata, infatti, un trattamento esfoliante può regalarci una corroborante sensazione di freschezza e pulizia liberando i pori dalla polvere, dallo smog e dagli effetti della traspirazione. Dopo questo benefico trattamento la pelle è più ricettiva nei confronti delle creme: ecco perchè, dopo lo scrub, si rivela estremamente utile applicare su tutto il corpo una lozione nutriente ad azione intensiva o un trattamento specifico (come una crema anticellulite o rassodante). Più pura e morbida, la pelle assorbirà al meglio i principi attivi delle creme che risulteranno quindi più efficaci.

Affinchè l’esfoliazione possa apportare all’epidermide i migliori benefici, però, è fondamentale utilizzare un prodotto adatto al proprio tipo di pelle. Esistono, a tal proposito, diverse formulazioni: il gommage, il peeling e lo scrub vero e proprio. Il gommage è particolarmente indicato per le pelli secche, sensibili e soggette a couperose: i suoi granuli sottili, contenuti in una base idratante in crema o gel, svolgono infatti un’azione esfoliante molto delicata. Il peeling, invece, è un trattamento chimico non abrasivo che utilizza le proprietà rigeneranti di alcuni estratti vegetali come l’acido glicolico: per la sua formulazione complessa, questo trattamento è di tipo professionale e richiede l’intervento di un esperto in dermatologia o in medicina estetica. Caratterizzato dalla presenza di granuli grossi ( spesso ricavati da noccioli o semi), lo scrub ha un’azione abrasiva che lo rende adatto alle pelli più resistenti e alle zone del corpo meno sensibili come gomiti, ginocchia e talloni. Facile e veloce da usare, lo scrub si applica sotto la doccia dopo la normale detersione e si massaggia delicatamente sulla cute ancora umida evitando le aree più reattive come le ascelle, l’inguine e le parti intime. Per distribuire uniformemente il prodotto è possibile usare una spugna, un guanto di crine o direttamente le mani: in tutti i casi il massaggio deve essere eseguito con delicatezza, senza strofinare in modo eccessivamente energico. Infine, il prodotto si risciacqua accuratamente con acqua tiepida; la pelle va poi asciugata con un telo morbido e reidratata con una crema nutriente per evitare secchezza e disidratazione.

Prima di procedere con l’utilizzo di qualsiasi esfoliante è sempre consigliabile effettuare un test su una piccola zona del corpo per assicurarsi che non insorgano reazioni cutanee come rossori o bruciori. In questo senso, lo scrub “casalingo” è decisamente da preferire: oltre ad essere economico, infatti, offre la garanzia di un prodotto sicuro e assolutamente naturale. Preparare uno scrub “fai da te” è un’operazione facile e veloce: basta mescolare 6 cucchiai di zucchero, 1 cucchiaio di miele, 1 cucchiaino di olio d’oliva e un po’ di succo di limone. Le benefiche qualità di questi ingredienti conferiscono allo scrub un eccezionale potere detossinante e rigenerante. Se si desidera un prodotto molto delicato si può optare per una ricetta ancora più rapida legando 5 cucchiai di sale marino ad un po’ di olio extravergine di oliva, di mandorle o di lino.

Pellegrinaggio a Roma

Piazza San Pietro RomaOrganizzare dei viaggi per me e mia moglie non è mai stata un’impresa semplice. Abbiamo 4 figli, che sono la nostra gioia più grande, ma in tempi di crisi come quelli che viviamo attualmente, immaginare di programmare una vacanza che coinvolga tutti i componenti della famiglia non è facile. Tra conti da far quadrare e scelta di mete turistiche che incontrino i gusti di tutti i nostri figli, la partenza diventa il più delle volte un miraggio. Da qualche tempo però, con mia moglie avevamo preso in considerazione l’opportunità di organizzare un viaggio a Roma con tutta la famiglia.

Il motivo del viaggio non era legato alla voglia di visitare le bellezze della Capitale, o meglio, non era questa la ragione principale che ci aveva fatto mettere da parte un gruzzoletto per la vacanza, e ci aveva fatti armare di coraggio nel passare in rassegna i figli chiedendogli un parere su un’ipotetica partenza! Alla base della scelta, vi era il grande desiderio di vedere dal vivo Papa Francesco! Non siamo mai stati una famiglia di cattolici praticanti, ma il colpo di fulmine con Papa Bergoglio è stato immediato per tutti! Sia per i figli più piccoli, che per quelli più grandi, il feeling con questo Pontefice che si muove in mezzo al popolo si è percepito con forza. Ecco spiegata la nostra decisione: recarci in Piazza San Pietro, a Roma, sarebbe stato il coronamento di quel sentimento di fede che il Santo Padre ha risvegliato in noi. Ora che la meta era stata concordata, arrivava la parte più complicata: l’organizzazione del viaggio. Innanzitutto avevamo stabilito che la nostra permanenza a Roma, sarebbe durata in tutto 2 notti: saremmo arrivati di martedì pomeriggio, avremmo assistito all’Udienza generale del Papa di mercoledì mattina, e dopo aver approfittato della mezza giornata per godere delle bellezze di Roma, saremmo rientrati a casa l’indomani. Il problema stava adesso nel trovare una sistemazione che rispecchiasse le nostre esigenze.

Avendo 4 figli al seguito, in età che non ci rendono tranquilli tanto da farli dormire in stanza da soli in albergo, abbiamo scartato fin da subito la possibilità di rivolgerci ad un hotel; avremmo dovuto infatti prenotare per forza più stanze, e se anche avessimo trovato una stanza che ospitasse 6 persone, il prezzo sarebbe stato certamente altissimo. Nella nostra ricerca online, dopo aver scartato diverse ipotesi, abbiamo finalmente trovato ciò che cercavamo: il St. Peter Apartment, facente parte della catena Atmosfere Guest House, rappresentava il giusto compromesso per la nostra vacanza! Non avremmo potuto chiedere nulla di meglio: l’appartamento, perché di questo si tratta, si trova di fronte a Piazza San Pietro, e per noi, che la mattina seguente al nostro arrivo in città avremmo dovuto recarci in piazza assieme ad altre migliaia di pellegrini, evitare il caos in metropolitana, e le vie congestionate dal traffico, ha rappresentato certamente un punto di forza! Quando siamo arrivati, siamo stati accolti in maniera cortese e ospitale dai proprietari, che ci hanno presentato nel dettaglio il nostro alloggio (due camere da letto, due letti singoli nel soggiorno, due bagni con doccia, terrazza e cucina ampiamente equipaggiata), e subito dopo averci dato qualche utile consiglio per muoverci in città, ci hanno proposto un servizio aggiuntivo che non ci siamo fatti scappare! Il carbonaranome dell’offerta è “Una cena tipica romana organizzata appositamente per voi”, e potrei non aggiungere altro perché già il nome del servizio è indicativo di ciò a cui si va incontro! L’offerta proposta consiste infatti nel recarsi in un luogo in cui le tradizioni culinarie della Capitale saranno a vostro uso e consumo: Bucatini all’Amatriciana, Saltimbocca alla Romana, Rigatoni alla Carbonara, sono solo alcune delle pietanze che abbiamo assaggiato, con piena soddisfazione di tutta la prole al seguito, in una serata che non dimenticheremo facilmente! La particolarità dell’evento, è che oltre ai piatti proposti, tra l’altro accompagnati da una selezione di vini di altissima qualità, si è aggiunto un arricchimento culturale dovuto agli aneddoti riguardanti la storia millenaria di Roma, che i gestori hanno saputo intervallare sapientemente tra una portata e l’altra. La cena è durata circa due ore, e la cosa positiva per chi come noi ha 4 figli, è che i bambini hanno pagato il 50% in meno rispetto a noi adulti!

Devo dire, che a distanza di tempo, il ricordo di questo pellegrinaggio con la famiglia è rimasto intatto! Il consiglio per tutti i fedeli che si recheranno a Roma nelle prossime settimane è di prendere in considerazione questa Guest House a due passi da Piazza San Pietro: sono certo che non resteranno delusi!

Content Marketing per fidelizzare i clienti

content marketingC’è chi dice che il Content Marketing sia la parte “seria” dell’attività di marketing. In effetti, anche dal nome, si capisce che in questa branca l’elemento principale sono i contenuti, cioè tutte le informazioni presenti nelle comunicazioni di enti o aziende che vogliono far conoscere la propria attività tramite comunicazioni in rete. Per questo, sono generalmente banditi titoli troppo roboanti, colori troppo dichiaratamente accattivanti che possono indurre il lettore a pensare che quanto ci sia scritto abbia un taglio più pubblicitario che di vera informazione. Queste comunicazioni possono essere all’interno del proprio sito web, ma non solo. Anche i social network sono un importante veicolo di informazioni interessanti riguardanti la materia trattata dall’azienda.

Il Content Marketing è rivolto all’utente che, in rete, ricerca informazioni su un particolare bene o servizio. Quello che vuole trovare sono informazioni interessanti e utili, che lo aiutano a risolvere un problema. Se all’interno delle comunicazioni di una azienda sono presenti articoli, approfondimenti, note tecniche e altro per cui l’attenzione dell’internauta viene catturata, l’azione di Content Marketing ha ottenuto il primo obiettivo: interessare il potenziale cliente, che sarà portato a conoscere ed apprezzare il know how dell’azienda e, successivamente, i prodotti o servizi che l’azienda stessa può offrire.

Per creare una comunicazione aziendale di Content Marketing efficace, è bene pianificare questa attività, considerando quali sono gli obiettivi finali e di conseguenza derivandone il piano editoriale, omogeneo, originale e riconoscibile.

Come già citato, il materiale che compone le pagine di informazione ed approfondimento deve essere di ottima qualità, scritto da autori competenti in materia. Per questo, normalmente, conviene che sia affidato ad un team di persone all’interno dell’azienda, che quindi conoscono in modo approfondito la materia di cui scrivono e che potranno trattare gli argomenti in modo efficiente e professionale. Queste persone sapranno produrre contenuti efficaci in quanto trasparirà la loro competenza e autorevolezza. Gli articoli non dovranno essere scritti in modo troppo burocratico e formale, perché questo, tendenzialmente, avrebbe l’effetto di allontanare i lettori dalla pagina web. La pubblicazione di articoli frutto delle esperienze maturate durante l’attività aziendale sono invece parte integrante di queste pagine, e fonte di nuovi contenuti sempre aggiornati e interessanti.

Importante è la ricerca di un modo originale di proporre i testi pubblicati. Sicuramente può aiutare la considerazione di quello che eventualmente offrono siti di aziende concorrenti, nel caso ci siano.
Novità pubblicate con regolarità che possono stupire e sorprendere i lettori sono essenziali per il successo duraturo dell’iniziativa. Il lettore che sa di trovare sempre qualcosa di nuovo e interessante tornerà più volte sul sito e, come risultato finale, potrà essere invogliato a acquistare i beni o servizi di cui l’azienda si occupa. In questo modo si ottiene anche una fidelizzazione del cliente, che continuerà a utilizzare il sito anche dopo questa fase. I contenuti, per questo, si dovranno occupare anche di argomenti riguardanti le problematiche post vendita, che saranno spesso molto utili per i clienti già acquisiti.

Sicuramente importanti, in queste pagine, sono le esperienze effettive di chi ha già usufruito di prodotti o servizi dell’azienda. Queste esperienze potranno essere narrate, dietro consenso dell’interessato, all’interno di queste pagine. E’ bene che le esperienze siano positive ma non stucchevoli o dal taglio troppo smaccatamente pubblicitario, che potrebbero essere percepite dal lettore come poco veritiere. Importanti, a questo punto, sono i commenti degli utenti, che sul sito aziendale o su social network potranno condividere e proporre esperienze, curiosità e suggerimenti.

Da tutto questo si evince che per mettere in atto una buona strategia di Content Marketing di qualità (e quindi efficace), occorre tenere presente molte peculiarità di questa particolare forma di comunicazione. Se all’interno dell’azienda manca la necessaria esperienza o sono carenti anche solo le risorse necessarie per attuare un buon servizio di questo tipo, è possibile rivolgersi a consulenti capaci di gestire in modo ottimale i relativi contenuti editoriali.

Ci sono web agency in grado di curare con professionalità e competenza ogni aspetto del processo di Content Marketing aziendale, aiutando le società che si affidano ai loro servizi a crescere in questo importante ambito e a sfruttare tutti gli importanti vantaggi che questa tecnica può portare.

Restauro mobili fai da te o professionale?

Un mobile antico, sia esso un tavolo, una sedia, uno scrittoio o un armadio, è un oggetto costruito tanti anni fa da un artigiano che, con impegno, sicuramente, e con passione, ha lavorato il legno ricavandone ciò che il suo estro gli suggeriva o forse ciò che gli era stato commissionato.
Il mobile giunge fino a noi dopo essere stato a lungo usato per lo scopo per il quale è stato creato.
Alcuni di questi oggetti sono in buono stato; il legno, quando regolarmente pulito e curato, ben sopporta lo scorrere del tempo e molti mobili mostrano sempre la loro bellezza.
Non sempre però questi pezzi del passato attraversano il tempo in condizioni ottimali. Spesso hanno subito trattamenti sbagliati o sono stati trascurati e abbandonati. A volte sono stati malridotti da qualcuno che in essi non ha visto altro che pezzi d’arredamento da poter modificare per adattarli a nuovi ambienti e non ha riconosciuto il loro valore e fascino.

Per salvare questi sprazzi di storia che ancora raccontano con forza tradizioni, abitudini e ricordi dei tempi andati, gli artigiani del legno dedicano la loro vita ad imparare tecniche, sperimentare rimedi e carpire dai padri come far rinascere un mobile antico, rispettando in pieno la sua storia e la sua natura.
I restauratori sono veri e propri artisti, non solo capaci di lavorare il legno, ma anche di collocare ogni pezzo nella sua epoca, condizione essenziale per poterlo trattare nel modo più corretto.
Un buon restauratore sa bene quali tecniche venivano usate nei diversi periodi storici ed in base a queste conoscenze è in grado di restaurare o datare il pezzo.
La gommalacca, ottenuta dalla secrezione di un insetto che vive nelle foreste asiatiche, è definita un polimero naturale e, dissolta in acetone o alcool, riesce a dare al legno un rivestimento di gran pregio, ma anche di grande bellezza. Questa sostanza non era usata per questi scopi prima del XVII secolo (perfezionata nel XIX) e questo è un dato da tener presente se si vuole rispettare in pieno la natura del mobile.


La patina invece, caratteristica così importante, non è rappresentata solo dalla parte superficiale del mobile, ma è molto di più.
In effetti, la buona conservazione della patina è quella che determina il pregio del mobile stesso e rovinarla significa far perdere irrimediabilmente valore al pezzo.
E’ la colorazione, o la decolorazione, del legno, la sua morbidezza al tatto, l’aspetto “vellutato”: la patina è quell’aspetto inimitabile che il tempo regala al mobile, il valore aggiunto che solo gli anni possono apportare.
Quando il mobile va ripulito o sverniciato, l’operazione deve essere sempre rispettosa della patina, altrimenti si cancella un risultato di fondamentale importanza che non sarà possibile ripristinare.
Sverniciare un mobile, lucidarlo, farlo rivivere è un lavoro, ma è anche una passione e un diletto.
Molti amano provare a rimettere a nuovo mobili ed oggetti, magari trovati in soffitta o riscoperti in qualche mercatino. E’ senz’altro possibile provarci, ma richiede un minimo di esperienza col fai da te e una buona dose di pazienza.
Il parere di un esperto, però, sarà utile per decidere se rischiare oppure no di cimentarsi nell’impresa. In genere, se il mobile è di discreto valore conviene affidarsi all’esperto, mentre se non è molto pregiato il tentativo di improvvisarsi restauratore si può fare.

Inizialmente si comincia con una pulitura assolutamente rispettosa e non troppo aggressiva. Quando non c’è bisogno di sverniciatura, la lucidatura a tampone con gommalacca richiede pazienza, ma produce risultati soddisfacenti. Si tratta di preparare una soluzione con gommalacca e alcool e, con stoffa di lino o cotone, tagliare di quadrati di 20 x 20 cm che conteranno pezzuole di lana inzuppate nel preparato con la gommalacca. Opportunamente strizzato, si passa col tampone sul legno con movimenti regolari e precisi. Non bisogna ripassare sugli stessi punti, nè fermarsi a metà. Molto importante lasciare asciugare bene tra una passata e l’altra, anche alcuni giorni. Le passate col tampone dovranno essere tre – quattro, dipende dal risultato che si vuole ottenere.
Pazienza e un po’ di manualità sono indispensabili per il buon risultato. La brillantatura è la parte conclusiva del lavoro che mostra gli effetti e riporta finalmente il legno al suo pieno splendore.

Il mobile cosi trattato diventa, oltre che molto bello, anche di grande interesse per collezionisti e semplici appassionati.
Fortunatamente esistono ancora botteghe di restauro a cui si può affidare il proprio pezzo d’arte sicuri di riaverlo nelle migliori condizioni possibili. Sono quelle botteghe a volte quasi nascoste nei centri storici delle città o semplicemente posizionate nelle stradine dei paesi, dove generazioni di veri artisti del legno ed abili ebanisti continuano da decenni, se non secoli, a portare avanti con passione un mestiere che non è dei più facili.
E’ tanta la dedizione che richiede il mestiere del restauratore e, in un’epoca in cui il tempo deve essere produttivo e l’attesa è un lusso, dove le macchine che velocizzano i lavori imperano sempre più, è solo la dedizione che consente di rispettare certi gesti, certe attese, ripetere tecniche che si appoggiano alla pazienza.
Per chi non avesse un restauratore di fiducia, il web offre una vasta scelta, alcuni siti dispongono di una vetrina con foto di mobili restaurati, inoltre alcuni offrono valutazioni gratuite e perizie di oggetti antichi, per chi volesse conoscere meglio il valore degli oggetti che possiede, e magari decida di far eseguire un restauro ad opera d’arte.
Queste botteghe consentono di far apprezzare al meglio il valore, monetario ed affettivo, dei propri mobili antichi.

Come si fa per apparire nelle prime pagine sui motori di ricerca?

seoAvere un buon sito non basta per essere primi su Google o su un altro motore di ricerca. La visibilità di un sito in rete non si calcola solo sulla base di quanto le pagine siano curate o dinamiche, o lo stile sia accattivante. Sicuramente è un punto di partenza, se vogliamo che chi ha visitato il nostro sito una volta ci torni in avvenire e lo consigli ad altri internauti, ma per un buon posizionamento non è sufficiente.

Innanzitutto occorre distinguere, quando si lancia una ricerca sul web, tra directory e motori di ricerca, spesso sono erroneamente accomunati. Le directory hanno un struttura gerarchica ad albero, si suddividono in categorie e sottocategorie e non usano software per estrarre dati dalla rete: le categorie e le descrizioni dei siti sono inserite da un operatore su suggerimento dei webmaster; non riportano i link alle singole pagina, ma solo alla home page. I motori di ricerca (o Search Engine) sono invece gestiti in maniera automatica sulla base di alcuni algoritmi, in base ai quali vengono estratti i risultati. Il web viene scandagliato attraverso dei software, chiamati spider, che analizzano miliardi di pagine e in base a una serie di fattori, in gran parte sconosciuti, restituiscono un risultato piuttosto che un altro. Poiché la ricerca con questi ultimi è molto più semplice e intuitiva, la maggior parte degli utenti preferisce questo metodo. Lo svantaggio però risiede nell’altissimo numero di risultati forniti: l’utente medio non va mai oltre la prima al massimo la seconda pagina dei risultati di ricerca. Per questo occorre puntare ai primi posti della classifica e poiché tra i motori più usati primeggia il colosso americano di Mountain View, diviene fondamentale essere primi su Google.

Un sito costruito bene è solo – si diceva – il punto di partenza: occorre inserire all’interno di esso contenuti validi, parole chiave (keyword) in una percentuale accettabile e creare una web reputation del sito rispettabile. La verifica del posizionamento del sito web avviene solo in un secondo momento, quando tutti questi fattori saranno stati ottimizzati, eventualmente per riprenderne alcuni e cercare di migliorare ancora la propria posizione. Essere visibili a un numero sempre più elevato di potenziali clienti è lo scopo finale: maggiori sono le visite, infatti, e più alte saranno le probabilità di vendere i propri prodotti o servizi. Ma procediamo con ordine.

Il prodotto o il servizio offerto dal sito web ha bisogno di essere presentato in maniera chiara e semplice. Molto spesso l’intervento di un copywriter, esperto delle regole SEO, aiuta questo primo passaggio: i contenuti infatti non devono essere solo ottimizzati per l’utente, ma anche per il motore di ricerca. Ciò in particolare avviene con l’inserimento delle keyword. Più alta è la frequenza di parole che coincidono con la richiesta fatta dall’utente al motore di ricerca, migliore sarà il posizionamento del sito web all’interno di quei risultati. Occorre però fare attenzione a non incappare nel pericolo contrario: inserire troppe parole chiave o creare delle pagine costituite unicamente da keyword, leggibili solo dalla macchina. Molti motori di ricerca, Google in primis, penalizza questo tipo di comportamento, scorretto, eliminando il sito dai propri database. Un giusto rapporto tra contenuto e parole chiave invece è molto ben accetto e nella maggior parte dei casi premiato (una percentuale equilibrata si aggira attorno al 3%).

Contenuti interessanti, pagine fluide, funzioni basilari immediate, come i pagamenti online, e aggiornamenti costanti rappresentano un buon modo di affacciarsi al web. Partendo da ciò si costruisce quella web reputation cha fa scalare ancora di più le classifiche, e che molto funziona grazie anche ai link, non dal sito ad altre pagine, ma da altre pagine o siti (preferibilmente autorevoli) al sito in questione. Pure qui però c’è un rovescio della medaglia: alcuni siti poco affidabili (intenzionalmente o meno) possono far scendere il posizionamento del sito web nelle classifiche. Google permette di ripudiare tali siti, tramite il tool Disavow; ma anche questo, a sua volta, si rivela un’arma a doppio taglio perché ripudiare un sito significa estrometterlo dai database del motore di ricerca, e non sempre, in questi casi, si tratta di siti fraudolenti.

Posizionare il proprio sito al meglio può sembrare apparentemente facile, in realtà se fosse così tutti potrebbero apparire nella prima pagina dei motori di ricerca, se si vuole la certezza della pole position è necessario rivolgersi alle web agency, ma non alla prima che capita, è necessario assicurarsi che siano specializzate in posizionamento naturale.