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Scrub pelle di seta

scrub corpoFra i trattamenti di bellezza più efficaci per avere una pelle morbida, giovane e luminosa, lo scrub occupa da sempre un posto di primo piano. Conosciuto fin dall’antichità per i suoi benefici effetti, lo scrub ha avuto una grande diffusione ad opera degli arabi: in Medio Oriente, infatti, si usava strofinare la pelle con acqua e sabbia per purificare il corpo prima della preghiera.

In effetti, lo scrub vanta un’azione detergente, depurativa e levigante che nessun altro prodotto di pulizia è in grado di espletare: praticando una efficace esfoliazione dello strato cutaneo superficiale, infatti, lo scrub rimuove le cellule morte che vi si accumulano favorendo una migliore ossigenazione della pelle e facendo affiorare le cellule nuove. Il risultato è un visibile rinnovamento della cute che appare immediatamente più liscia, setosa e compatta; le rugosità e le imperfezioni si attenuano e il colorito acquista un aspetto più chiaro e uniforme.

Grazie alla sua azione purificante, uno scrub eseguito con regolarità almeno una o due volte alla settimana lascia la pelle sempre libera di respirare, esercitando un’azione sebonormalizzante e contrastando l’insorgenza di varie problematiche come comedoni, ruvidità e peli incarniti. Un’altra importante proprietà dello scrub riguarda i suoi effetti rilassanti: per questo è consigliabile utilizzarlo durante la doccia serale. Alla fine di una lunga giornata, infatti, un trattamento esfoliante può regalarci una corroborante sensazione di freschezza e pulizia liberando i pori dalla polvere, dallo smog e dagli effetti della traspirazione. Dopo questo benefico trattamento la pelle è più ricettiva nei confronti delle creme: ecco perchè, dopo lo scrub, si rivela estremamente utile applicare su tutto il corpo una lozione nutriente ad azione intensiva o un trattamento specifico (come una crema anticellulite o rassodante). Più pura e morbida, la pelle assorbirà al meglio i principi attivi delle creme che risulteranno quindi più efficaci.

Affinchè l’esfoliazione possa apportare all’epidermide i migliori benefici, però, è fondamentale utilizzare un prodotto adatto al proprio tipo di pelle. Esistono, a tal proposito, diverse formulazioni: il gommage, il peeling e lo scrub vero e proprio. Il gommage è particolarmente indicato per le pelli secche, sensibili e soggette a couperose: i suoi granuli sottili, contenuti in una base idratante in crema o gel, svolgono infatti un’azione esfoliante molto delicata. Il peeling, invece, è un trattamento chimico non abrasivo che utilizza le proprietà rigeneranti di alcuni estratti vegetali come l’acido glicolico: per la sua formulazione complessa, questo trattamento è di tipo professionale e richiede l’intervento di un esperto in dermatologia o in medicina estetica. Caratterizzato dalla presenza di granuli grossi ( spesso ricavati da noccioli o semi), lo scrub ha un’azione abrasiva che lo rende adatto alle pelli più resistenti e alle zone del corpo meno sensibili come gomiti, ginocchia e talloni. Facile e veloce da usare, lo scrub si applica sotto la doccia dopo la normale detersione e si massaggia delicatamente sulla cute ancora umida evitando le aree più reattive come le ascelle, l’inguine e le parti intime. Per distribuire uniformemente il prodotto è possibile usare una spugna, un guanto di crine o direttamente le mani: in tutti i casi il massaggio deve essere eseguito con delicatezza, senza strofinare in modo eccessivamente energico. Infine, il prodotto si risciacqua accuratamente con acqua tiepida; la pelle va poi asciugata con un telo morbido e reidratata con una crema nutriente per evitare secchezza e disidratazione.

Prima di procedere con l’utilizzo di qualsiasi esfoliante è sempre consigliabile effettuare un test su una piccola zona del corpo per assicurarsi che non insorgano reazioni cutanee come rossori o bruciori. In questo senso, lo scrub “casalingo” è decisamente da preferire: oltre ad essere economico, infatti, offre la garanzia di un prodotto sicuro e assolutamente naturale. Preparare uno scrub “fai da te” è un’operazione facile e veloce: basta mescolare 6 cucchiai di zucchero, 1 cucchiaio di miele, 1 cucchiaino di olio d’oliva e un po’ di succo di limone. Le benefiche qualità di questi ingredienti conferiscono allo scrub un eccezionale potere detossinante e rigenerante. Se si desidera un prodotto molto delicato si può optare per una ricetta ancora più rapida legando 5 cucchiai di sale marino ad un po’ di olio extravergine di oliva, di mandorle o di lino.

Pellegrinaggio a Roma

Piazza San Pietro RomaOrganizzare dei viaggi per me e mia moglie non è mai stata un’impresa semplice. Abbiamo 4 figli, che sono la nostra gioia più grande, ma in tempi di crisi come quelli che viviamo attualmente, immaginare di programmare una vacanza che coinvolga tutti i componenti della famiglia non è facile. Tra conti da far quadrare e scelta di mete turistiche che incontrino i gusti di tutti i nostri figli, la partenza diventa il più delle volte un miraggio. Da qualche tempo però, con mia moglie avevamo preso in considerazione l’opportunità di organizzare un viaggio a Roma con tutta la famiglia.

Il motivo del viaggio non era legato alla voglia di visitare le bellezze della Capitale, o meglio, non era questa la ragione principale che ci aveva fatto mettere da parte un gruzzoletto per la vacanza, e ci aveva fatti armare di coraggio nel passare in rassegna i figli chiedendogli un parere su un’ipotetica partenza! Alla base della scelta, vi era il grande desiderio di vedere dal vivo Papa Francesco! Non siamo mai stati una famiglia di cattolici praticanti, ma il colpo di fulmine con Papa Bergoglio è stato immediato per tutti! Sia per i figli più piccoli, che per quelli più grandi, il feeling con questo Pontefice che si muove in mezzo al popolo si è percepito con forza. Ecco spiegata la nostra decisione: recarci in Piazza San Pietro, a Roma, sarebbe stato il coronamento di quel sentimento di fede che il Santo Padre ha risvegliato in noi. Ora che la meta era stata concordata, arrivava la parte più complicata: l’organizzazione del viaggio. Innanzitutto avevamo stabilito che la nostra permanenza a Roma, sarebbe durata in tutto 2 notti: saremmo arrivati di martedì pomeriggio, avremmo assistito all’Udienza generale del Papa di mercoledì mattina, e dopo aver approfittato della mezza giornata per godere delle bellezze di Roma, saremmo rientrati a casa l’indomani. Il problema stava adesso nel trovare una sistemazione che rispecchiasse le nostre esigenze.

Avendo 4 figli al seguito, in età che non ci rendono tranquilli tanto da farli dormire in stanza da soli in albergo, abbiamo scartato fin da subito la possibilità di rivolgerci ad un hotel; avremmo dovuto infatti prenotare per forza più stanze, e se anche avessimo trovato una stanza che ospitasse 6 persone, il prezzo sarebbe stato certamente altissimo. Nella nostra ricerca online, dopo aver scartato diverse ipotesi, abbiamo finalmente trovato ciò che cercavamo: il St. Peter Apartment, facente parte della catena Atmosfere Guest House, rappresentava il giusto compromesso per la nostra vacanza! Non avremmo potuto chiedere nulla di meglio: l’appartamento, perché di questo si tratta, si trova di fronte a Piazza San Pietro, e per noi, che la mattina seguente al nostro arrivo in città avremmo dovuto recarci in piazza assieme ad altre migliaia di pellegrini, evitare il caos in metropolitana, e le vie congestionate dal traffico, ha rappresentato certamente un punto di forza! Quando siamo arrivati, siamo stati accolti in maniera cortese e ospitale dai proprietari, che ci hanno presentato nel dettaglio il nostro alloggio (due camere da letto, due letti singoli nel soggiorno, due bagni con doccia, terrazza e cucina ampiamente equipaggiata), e subito dopo averci dato qualche utile consiglio per muoverci in città, ci hanno proposto un servizio aggiuntivo che non ci siamo fatti scappare! Il carbonaranome dell’offerta è “Una cena tipica romana organizzata appositamente per voi”, e potrei non aggiungere altro perché già il nome del servizio è indicativo di ciò a cui si va incontro! L’offerta proposta consiste infatti nel recarsi in un luogo in cui le tradizioni culinarie della Capitale saranno a vostro uso e consumo: Bucatini all’Amatriciana, Saltimbocca alla Romana, Rigatoni alla Carbonara, sono solo alcune delle pietanze che abbiamo assaggiato, con piena soddisfazione di tutta la prole al seguito, in una serata che non dimenticheremo facilmente! La particolarità dell’evento, è che oltre ai piatti proposti, tra l’altro accompagnati da una selezione di vini di altissima qualità, si è aggiunto un arricchimento culturale dovuto agli aneddoti riguardanti la storia millenaria di Roma, che i gestori hanno saputo intervallare sapientemente tra una portata e l’altra. La cena è durata circa due ore, e la cosa positiva per chi come noi ha 4 figli, è che i bambini hanno pagato il 50% in meno rispetto a noi adulti!

Devo dire, che a distanza di tempo, il ricordo di questo pellegrinaggio con la famiglia è rimasto intatto! Il consiglio per tutti i fedeli che si recheranno a Roma nelle prossime settimane è di prendere in considerazione questa Guest House a due passi da Piazza San Pietro: sono certo che non resteranno delusi!

Content Marketing per fidelizzare i clienti

content marketingC’è chi dice che il Content Marketing sia la parte “seria” dell’attività di marketing. In effetti, anche dal nome, si capisce che in questa branca l’elemento principale sono i contenuti, cioè tutte le informazioni presenti nelle comunicazioni di enti o aziende che vogliono far conoscere la propria attività tramite comunicazioni in rete. Per questo, sono generalmente banditi titoli troppo roboanti, colori troppo dichiaratamente accattivanti che possono indurre il lettore a pensare che quanto ci sia scritto abbia un taglio più pubblicitario che di vera informazione. Queste comunicazioni possono essere all’interno del proprio sito web, ma non solo. Anche i social network sono un importante veicolo di informazioni interessanti riguardanti la materia trattata dall’azienda.

Il Content Marketing è rivolto all’utente che, in rete, ricerca informazioni su un particolare bene o servizio. Quello che vuole trovare sono informazioni interessanti e utili, che lo aiutano a risolvere un problema. Se all’interno delle comunicazioni di una azienda sono presenti articoli, approfondimenti, note tecniche e altro per cui l’attenzione dell’internauta viene catturata, l’azione di Content Marketing ha ottenuto il primo obiettivo: interessare il potenziale cliente, che sarà portato a conoscere ed apprezzare il know how dell’azienda e, successivamente, i prodotti o servizi che l’azienda stessa può offrire.

Per creare una comunicazione aziendale di Content Marketing efficace, è bene pianificare questa attività, considerando quali sono gli obiettivi finali e di conseguenza derivandone il piano editoriale, omogeneo, originale e riconoscibile.

Come già citato, il materiale che compone le pagine di informazione ed approfondimento deve essere di ottima qualità, scritto da autori competenti in materia. Per questo, normalmente, conviene che sia affidato ad un team di persone all’interno dell’azienda, che quindi conoscono in modo approfondito la materia di cui scrivono e che potranno trattare gli argomenti in modo efficiente e professionale. Queste persone sapranno produrre contenuti efficaci in quanto trasparirà la loro competenza e autorevolezza. Gli articoli non dovranno essere scritti in modo troppo burocratico e formale, perché questo, tendenzialmente, avrebbe l’effetto di allontanare i lettori dalla pagina web. La pubblicazione di articoli frutto delle esperienze maturate durante l’attività aziendale sono invece parte integrante di queste pagine, e fonte di nuovi contenuti sempre aggiornati e interessanti.

Importante è la ricerca di un modo originale di proporre i testi pubblicati. Sicuramente può aiutare la considerazione di quello che eventualmente offrono siti di aziende concorrenti, nel caso ci siano.
Novità pubblicate con regolarità che possono stupire e sorprendere i lettori sono essenziali per il successo duraturo dell’iniziativa. Il lettore che sa di trovare sempre qualcosa di nuovo e interessante tornerà più volte sul sito e, come risultato finale, potrà essere invogliato a acquistare i beni o servizi di cui l’azienda si occupa. In questo modo si ottiene anche una fidelizzazione del cliente, che continuerà a utilizzare il sito anche dopo questa fase. I contenuti, per questo, si dovranno occupare anche di argomenti riguardanti le problematiche post vendita, che saranno spesso molto utili per i clienti già acquisiti.

Sicuramente importanti, in queste pagine, sono le esperienze effettive di chi ha già usufruito di prodotti o servizi dell’azienda. Queste esperienze potranno essere narrate, dietro consenso dell’interessato, all’interno di queste pagine. E’ bene che le esperienze siano positive ma non stucchevoli o dal taglio troppo smaccatamente pubblicitario, che potrebbero essere percepite dal lettore come poco veritiere. Importanti, a questo punto, sono i commenti degli utenti, che sul sito aziendale o su social network potranno condividere e proporre esperienze, curiosità e suggerimenti.

Da tutto questo si evince che per mettere in atto una buona strategia di Content Marketing di qualità (e quindi efficace), occorre tenere presente molte peculiarità di questa particolare forma di comunicazione. Se all’interno dell’azienda manca la necessaria esperienza o sono carenti anche solo le risorse necessarie per attuare un buon servizio di questo tipo, è possibile rivolgersi a consulenti capaci di gestire in modo ottimale i relativi contenuti editoriali.

Ci sono web agency in grado di curare con professionalità e competenza ogni aspetto del processo di Content Marketing aziendale, aiutando le società che si affidano ai loro servizi a crescere in questo importante ambito e a sfruttare tutti gli importanti vantaggi che questa tecnica può portare.

Restauro mobili fai da te o professionale?

Un mobile antico, sia esso un tavolo, una sedia, uno scrittoio o un armadio, è un oggetto costruito tanti anni fa da un artigiano che, con impegno, sicuramente, e con passione, ha lavorato il legno ricavandone ciò che il suo estro gli suggeriva o forse ciò che gli era stato commissionato.
Il mobile giunge fino a noi dopo essere stato a lungo usato per lo scopo per il quale è stato creato.
Alcuni di questi oggetti sono in buono stato; il legno, quando regolarmente pulito e curato, ben sopporta lo scorrere del tempo e molti mobili mostrano sempre la loro bellezza.
Non sempre però questi pezzi del passato attraversano il tempo in condizioni ottimali. Spesso hanno subito trattamenti sbagliati o sono stati trascurati e abbandonati. A volte sono stati malridotti da qualcuno che in essi non ha visto altro che pezzi d’arredamento da poter modificare per adattarli a nuovi ambienti e non ha riconosciuto il loro valore e fascino.

Per salvare questi sprazzi di storia che ancora raccontano con forza tradizioni, abitudini e ricordi dei tempi andati, gli artigiani del legno dedicano la loro vita ad imparare tecniche, sperimentare rimedi e carpire dai padri come far rinascere un mobile antico, rispettando in pieno la sua storia e la sua natura.
I restauratori sono veri e propri artisti, non solo capaci di lavorare il legno, ma anche di collocare ogni pezzo nella sua epoca, condizione essenziale per poterlo trattare nel modo più corretto.
Un buon restauratore sa bene quali tecniche venivano usate nei diversi periodi storici ed in base a queste conoscenze è in grado di restaurare o datare il pezzo.
La gommalacca, ottenuta dalla secrezione di un insetto che vive nelle foreste asiatiche, è definita un polimero naturale e, dissolta in acetone o alcool, riesce a dare al legno un rivestimento di gran pregio, ma anche di grande bellezza. Questa sostanza non era usata per questi scopi prima del XVII secolo (perfezionata nel XIX) e questo è un dato da tener presente se si vuole rispettare in pieno la natura del mobile.


La patina invece, caratteristica così importante, non è rappresentata solo dalla parte superficiale del mobile, ma è molto di più.
In effetti, la buona conservazione della patina è quella che determina il pregio del mobile stesso e rovinarla significa far perdere irrimediabilmente valore al pezzo.
E’ la colorazione, o la decolorazione, del legno, la sua morbidezza al tatto, l’aspetto “vellutato”: la patina è quell’aspetto inimitabile che il tempo regala al mobile, il valore aggiunto che solo gli anni possono apportare.
Quando il mobile va ripulito o sverniciato, l’operazione deve essere sempre rispettosa della patina, altrimenti si cancella un risultato di fondamentale importanza che non sarà possibile ripristinare.
Sverniciare un mobile, lucidarlo, farlo rivivere è un lavoro, ma è anche una passione e un diletto.
Molti amano provare a rimettere a nuovo mobili ed oggetti, magari trovati in soffitta o riscoperti in qualche mercatino. E’ senz’altro possibile provarci, ma richiede un minimo di esperienza col fai da te e una buona dose di pazienza.
Il parere di un esperto, però, sarà utile per decidere se rischiare oppure no di cimentarsi nell’impresa. In genere, se il mobile è di discreto valore conviene affidarsi all’esperto, mentre se non è molto pregiato il tentativo di improvvisarsi restauratore si può fare.

Inizialmente si comincia con una pulitura assolutamente rispettosa e non troppo aggressiva. Quando non c’è bisogno di sverniciatura, la lucidatura a tampone con gommalacca richiede pazienza, ma produce risultati soddisfacenti. Si tratta di preparare una soluzione con gommalacca e alcool e, con stoffa di lino o cotone, tagliare di quadrati di 20 x 20 cm che conteranno pezzuole di lana inzuppate nel preparato con la gommalacca. Opportunamente strizzato, si passa col tampone sul legno con movimenti regolari e precisi. Non bisogna ripassare sugli stessi punti, nè fermarsi a metà. Molto importante lasciare asciugare bene tra una passata e l’altra, anche alcuni giorni. Le passate col tampone dovranno essere tre – quattro, dipende dal risultato che si vuole ottenere.
Pazienza e un po’ di manualità sono indispensabili per il buon risultato. La brillantatura è la parte conclusiva del lavoro che mostra gli effetti e riporta finalmente il legno al suo pieno splendore.

Il mobile cosi trattato diventa, oltre che molto bello, anche di grande interesse per collezionisti e semplici appassionati.
Fortunatamente esistono ancora botteghe di restauro a cui si può affidare il proprio pezzo d’arte sicuri di riaverlo nelle migliori condizioni possibili. Sono quelle botteghe a volte quasi nascoste nei centri storici delle città o semplicemente posizionate nelle stradine dei paesi, dove generazioni di veri artisti del legno ed abili ebanisti continuano da decenni, se non secoli, a portare avanti con passione un mestiere che non è dei più facili.
E’ tanta la dedizione che richiede il mestiere del restauratore e, in un’epoca in cui il tempo deve essere produttivo e l’attesa è un lusso, dove le macchine che velocizzano i lavori imperano sempre più, è solo la dedizione che consente di rispettare certi gesti, certe attese, ripetere tecniche che si appoggiano alla pazienza.
Per chi non avesse un restauratore di fiducia, il web offre una vasta scelta, alcuni siti dispongono di una vetrina con foto di mobili restaurati, inoltre alcuni offrono valutazioni gratuite e perizie di oggetti antichi, per chi volesse conoscere meglio il valore degli oggetti che possiede, e magari decida di far eseguire un restauro ad opera d’arte.
Queste botteghe consentono di far apprezzare al meglio il valore, monetario ed affettivo, dei propri mobili antichi.

Come si fa per apparire nelle prime pagine sui motori di ricerca?

seoAvere un buon sito non basta per essere primi su Google o su un altro motore di ricerca. La visibilità di un sito in rete non si calcola solo sulla base di quanto le pagine siano curate o dinamiche, o lo stile sia accattivante. Sicuramente è un punto di partenza, se vogliamo che chi ha visitato il nostro sito una volta ci torni in avvenire e lo consigli ad altri internauti, ma per un buon posizionamento non è sufficiente.

Innanzitutto occorre distinguere, quando si lancia una ricerca sul web, tra directory e motori di ricerca, spesso sono erroneamente accomunati. Le directory hanno un struttura gerarchica ad albero, si suddividono in categorie e sottocategorie e non usano software per estrarre dati dalla rete: le categorie e le descrizioni dei siti sono inserite da un operatore su suggerimento dei webmaster; non riportano i link alle singole pagina, ma solo alla home page. I motori di ricerca (o Search Engine) sono invece gestiti in maniera automatica sulla base di alcuni algoritmi, in base ai quali vengono estratti i risultati. Il web viene scandagliato attraverso dei software, chiamati spider, che analizzano miliardi di pagine e in base a una serie di fattori, in gran parte sconosciuti, restituiscono un risultato piuttosto che un altro. Poiché la ricerca con questi ultimi è molto più semplice e intuitiva, la maggior parte degli utenti preferisce questo metodo. Lo svantaggio però risiede nell’altissimo numero di risultati forniti: l’utente medio non va mai oltre la prima al massimo la seconda pagina dei risultati di ricerca. Per questo occorre puntare ai primi posti della classifica e poiché tra i motori più usati primeggia il colosso americano di Mountain View, diviene fondamentale essere primi su Google.

Un sito costruito bene è solo – si diceva – il punto di partenza: occorre inserire all’interno di esso contenuti validi, parole chiave (keyword) in una percentuale accettabile e creare una web reputation del sito rispettabile. La verifica del posizionamento del sito web avviene solo in un secondo momento, quando tutti questi fattori saranno stati ottimizzati, eventualmente per riprenderne alcuni e cercare di migliorare ancora la propria posizione. Essere visibili a un numero sempre più elevato di potenziali clienti è lo scopo finale: maggiori sono le visite, infatti, e più alte saranno le probabilità di vendere i propri prodotti o servizi. Ma procediamo con ordine.

Il prodotto o il servizio offerto dal sito web ha bisogno di essere presentato in maniera chiara e semplice. Molto spesso l’intervento di un copywriter, esperto delle regole SEO, aiuta questo primo passaggio: i contenuti infatti non devono essere solo ottimizzati per l’utente, ma anche per il motore di ricerca. Ciò in particolare avviene con l’inserimento delle keyword. Più alta è la frequenza di parole che coincidono con la richiesta fatta dall’utente al motore di ricerca, migliore sarà il posizionamento del sito web all’interno di quei risultati. Occorre però fare attenzione a non incappare nel pericolo contrario: inserire troppe parole chiave o creare delle pagine costituite unicamente da keyword, leggibili solo dalla macchina. Molti motori di ricerca, Google in primis, penalizza questo tipo di comportamento, scorretto, eliminando il sito dai propri database. Un giusto rapporto tra contenuto e parole chiave invece è molto ben accetto e nella maggior parte dei casi premiato (una percentuale equilibrata si aggira attorno al 3%).

Contenuti interessanti, pagine fluide, funzioni basilari immediate, come i pagamenti online, e aggiornamenti costanti rappresentano un buon modo di affacciarsi al web. Partendo da ciò si costruisce quella web reputation cha fa scalare ancora di più le classifiche, e che molto funziona grazie anche ai link, non dal sito ad altre pagine, ma da altre pagine o siti (preferibilmente autorevoli) al sito in questione. Pure qui però c’è un rovescio della medaglia: alcuni siti poco affidabili (intenzionalmente o meno) possono far scendere il posizionamento del sito web nelle classifiche. Google permette di ripudiare tali siti, tramite il tool Disavow; ma anche questo, a sua volta, si rivela un’arma a doppio taglio perché ripudiare un sito significa estrometterlo dai database del motore di ricerca, e non sempre, in questi casi, si tratta di siti fraudolenti.

Posizionare il proprio sito al meglio può sembrare apparentemente facile, in realtà se fosse così tutti potrebbero apparire nella prima pagina dei motori di ricerca, se si vuole la certezza della pole position è necessario rivolgersi alle web agency, ma non alla prima che capita, è necessario assicurarsi che siano specializzate in posizionamento naturale.

Come pulire le grandi superfici vetrate

vetrataAvere grandi vetrate in casa è bellissimo… Finché non viene il momento di pulirle. Lucidare il vetro senza che vi rimangono aloni è molto difficile, e non a caso esistono imprese di pulizia specializzate in questo tipo di operazioni.
Se volete pulire i vetri di casa da soli, allora seguite i trucchi dei nostri esperti.

Per prima cosa, dovete analizzare i vetri per capire quanto, e soprattutto, di cosa sono sporchi.
C’è una gran differenza tra la parte esterna e quella interna del vetro. La prima è più esposta alle intemperie, e sicuramente sarà piena di smog, fuliggine, aloni di pioggia e fango nelle parti più vicine al terreno. Le vetrate all’interno accumulano invece polvere e pelo di animali, senza parlare delle ragnatele che possono annidarsi tra vetri e tendaggi.
Prima di pulire le vostre finestre, guardate fuori e vedete com’è il tempo: se il sole splende, rimandate la pulizia. Il caldo fa asciugare i vetri prima che lo facciate voi, e provoca i fastidiosi aloni che noi vogliamo assolutamente evitare.

Se il vetro è davvero sporco, è meglio iniziare con un prelavaggio: spolverateli con un panno morbido e asciutto per levare la polvere, per poi passare a una spugna ben imbevuta di acqua tiepida. Inumidire la sporcizia vi consentirà di eliminarla facilmente, senza doverla grattare via e rischiare di graffiare il vetro.
Se nemmeno questo basta, unite all’acqua tiepida del detersivo per piatti o dell’ammoniaca profumata.

Procedete poi ad applicare un prodotto specifico per la pulizia vetri, spruzzandolo in maniera uniforme sulla vetrata.
Se vi siete scordati di comprare l’apposito detergente, potete arrangiarvi con quel che avete in cucina, mescolando acqua, aceto bianco e alcool. Versate il liquido ottenuto in uno spruzzino e avrete un ottimo detergente casalingo.
Un piccolo trucco: aggiungete al composto un cucchiaino bicarbonato per ottenere vetri davvero splendenti.

Dopo aver spruzzato il prodotto, e averlo lasciato agire per qualche minuto, è il momento della pulitura vera e propria.
Iniziate a strofinare il vetro con un panno partendo dal centro. Effettuate dei movimenti orizzontali fino ad arrivare alle estremità, che si puliscono meglio lavorando in senso verticale.
Asciugate tutto in fretta, per evitare la formazione degli aloni. Non usate un panno: la carta di giornale funziona molto meglio. Assorbe l’acqua in maniera ottimale, senza lasciare alcun alone. Provare per credere:

Ma le finestre non sono certo le uniche superfici vetrate che avete in casa.
I box doccia in vetro vanno puliti spesso, per questioni di igiene, me le loro superfici smerigliate non sono semplici da trattare. Per questo tipo di vetro utilizzate una spazzola dura, preventivamente immersa in una soluzione di aceto e acqua caldissima. Questa miscela non solo igienizza e pulisce, ma impedisce anche la formazione di calcare. Alternative utili sono l’acqua e limone, o il detergente spray per i forni. Per asciugare, sempre carta da giornale.

Se avete vetrate più grandi di una semplice finestra, è il caso di rivolgersi seriamente a un’impresa di pulizia. Teoricamente potreste riuscirci anche voi, armandovi di scale e aste telescopiche, ma siete sicuri di voler rischiare? Le cadute dalle scale sono tra gli incidenti domestici più comuni. Professionisti del settore otterranno sicuramente risultati migliori dei vostri, e senza alcun rischio per la vostra salute. Queste aziende specializzate si occupano di pulizie uffici, serre, vetrine, finestre di condomini e pulizia grandi vetrate di ogni tipo, utilizzando strumenti specifici e manodopera qualificata.
Il loro intervento si rivela essenziale quando si tratta di pulire edifici dal volto in vetro, grandi uffici e condomini. Le imprese di pulizia si occupano anche della pulizia dei pannelli solari, che vanno regolarmente lustrati per assicurarne sempre la massima trasparenza.
Un pannello solare sporco assorbe meno raggi solari, producendo meno energia elettrica. Un grosso svantaggio per voi e per l’ambiente!

Quando la quotazione dell’oro dipende dai social network

prezzo oroE’ ormai risaputo che i maggiori siti di compro oro oggi sono sempre più strutturati per offrire alla propria clientela prodotti di qualità e servizi innovativi, al passo con i tempi.
In piena era del web, infatti, i portali legati ai grandi gruppi consentono di utilizzare il sito per ottimizzare al massimo ogni offerta, al fine di soddisfare i vecchi clienti e, nello stesso tempo, di avvicinare e fidelizzare nuovi potenziali acquirenti.

Secondo una recente indagine di mercato condotta dalla School of Management del Politecnico di Milano, nel 2013 sono aumentati del 13% gli utenti che hanno utilizzato alcuni servizi disponibili on line, come il “Blocca Prezzo/Gold Alert” dei maggiori banco metalli nazionali.
Oggi questo servizio, oltre che dal tradizionale pc, è accessibile anche dal mobile, grazie alle nuove app dedicate a dispositivi come smartphone o tablet, di uso molto comune.
Trainate proprio dal marketing-mobile, ci sono ottime prospettive sugli accessi on line anche per il 2014 appena iniziato, tanto che i primi dati già confermano il trend positivo dell’anno scorso.
Per quanto riguarda l’utilissimo Blocca Prezzo il cliente ha la possibilità di usufruire della migliore quotazione dell’oro o dell’argento per 48 ore.
Accedere al servizio è facile e l’attivazione avviene in tempi rapidissimi.
Infatti generalmente il Blocca Prezzo è già impostato sulla quotazione riferita a 18 carati ma, in caso di carature diverse, basterà reimpostare la richiesta e specificare il peso degli oggetti.
Dopo qualche secondo, arriverà il preventivo (comprensivo delle royalties che spettano al compro oro): una bella comodità se si pensa al tempo che normalmente richiede un’operazione del genere!
Proprio in merito alle percentuali sulla vendita, bisogna precisare che grazie ai siti on line, il cliente avrà un trattamento economico migliore perché le commissioni dei punti vendita tradizionali si aggirano intorno al 5/6%, rispetto al 2/3% applicato sul web.
A questo punto la piattaforma chiederà di riempire i campi di un modello standard dove inserire i propri dati personali e, alla fine, sarà chiesto di leggere ed accettare le condizioni generali che riguardano l’informativa sulla privacy.
In questo modo saranno espletati tutti i passaggi necessari per procedere secondo i criteri di riservatezza previsti dalla legge.
E’ ovvio che questa promozione è molto richiesta dai clienti perché, con le possibili fluttuazioni dei mercati, si mettono al riparo da eventuali “quotazioni al ribasso” che dovessero verificarsi nell’arco delle 48 ore.
Una mail di conferma avvertirà che tutto è andato a buon fine e si potrà provvedere a stampare il modulo con la quotazione bloccata, in modo da portarlo in visione presso l’oro point precedentemente selezionato.

Per verificare le quotazioni in tempo reale e capire l’andamento del mercato, si consiglia di collegarsi dopo le 10.30 e dopo le 15.00 – orari in cui l’ LBMA (London Buillon Market Association), sin dal 1919, fissa i prezzi dell’oro e del silver.
Ma, per essere più competitivi e per offrire alla propria clientela condizioni ancora più remunerative, l’ultima tendenza dei i siti specializzati è quella di affidarsi ad una nuova forma di advertising: l’integrazione con i social network più popolari come Facebook, Twitter e Google +.
In termini pratici questo significa che la piattaforma rende disponibile un nuovo servizio, che già sta riscuotendo i consensi e gli apprezzamenti degli utilizzatori del web.
Premesso che oggi tutti hanno un profilo sui maggiori social, coloro che sceglieranno di inserire un “like” o un commento positivo sulla trattativa in corso, condividendo questo feed con i propri contatti, potranno beneficiare di un miglior trattamento economico.
Infatti, per ogni post si avrà diritto a 0,10 centesimi di euro in più a grammo che, nella valutazione complessiva degli oggetti, faranno la differenza.
Una bella opportunità da cogliere al volo anche perché…a costo zero! Ma non è finita qui.
Siccome la promozione è cumulabile, nel caso in cui si ripetono queste “buone recensioni” anche sulle altre piattaforme, l’offerta passerà da 0,10 a 0.30 centesimi di euro in più per grammo.
Ovviamente in cambio il compro oro riceverà visibilità e la possibilità di generare interesse e curiosità in altri utilizzatori della rete.
Una sorta di “passaparola digitale” che in realtà è una vera e propria strategia di web-marketing in grado di soddisfare le esigenze di tutti: da un lato il venditore è felice perché, senza nessuno sforzo, riesce a spuntare un prezzo migliore che supera le sue aspettative, e dall’altro l’azienda orafa è consapevole che questo esborso gli è servito per veicolare il suo marchio e migliorare la sua brand reputation e, sopratutto, per accrescere il numero dei suoi clienti.

Come destreggiarsi nel traffico,meglio la moto o lo scooter?

vespaQuesta è la domanda che spesso ci si pone quando si è alla ricerca di un mezzo più veloce e comodo per poter muoversi nel traffico cittadino; purtroppo la risposta non è semplice nè tantomeno scontata in quanto dietro questa semplice domanda se ne nascondono altre, come per esempio: userò il mezzo solo in città? Voglio usarlo anche per viaggiare? Che budget di spesa ho intenzione di utilizzare? Ma anche che mezzo posso permettermi di guidare (per età/patente)?
Partendo però dalla domanda stessa e quindi concentrandoci principalmente ad un uso cittadino si può sicuramente dire che la risposta immediata è sicuramente lo scooter in quanto solitamente è mono-marcia, più maneggevole e spesso meno costoso della moto.
Ma non tutti gli scooter sono uguali e districarsi nella scelta può essere impresa ancora più ardua che la scelta tra scooter e moto.
Proveremo, senza la pretesa di avere in mano la Verità, ad analizzare i principali tipi di scooter in base all’utilizzo:

1. CITTADINO
E’ il tipo di scooter che viene usato principalmente in città, con al massimo qualche viaggetto extraurbano senza necessità di andare in autostrada, tangenziale o superstrada.
Questi scooter sono solitamente di bassa cilindrata, massimo 250cc., anche se i più usati sono i 125cc che si possono usare con la patente B.

2. IBRIDO
Molto simile allo scooter cittadino, si differenzia principalmente per cilindrate superiori, dai 200cc ai 400 cc, permettendo quindi l’utilizzo su molte tangenziali, superstrade e autostrade.
L’utilizzo di questo scooter comunque prevede una prevalenza di uso in città e solo per un 30-35% nelle superstrade, tangenziali o autostrade.

3. PER OGNI OCCASIONE
Deve essere sia maneggevole che potente, per un utilizzo maggiore su strade veloci che in città.
Cilindrata sicuramente superiore ai 200 cc, solitamente la media è attorno ai 300cc.

4. EXTRAURBANO
E’ lo scooter che più si avvicina all’idea di moto. E’ lo scooter perfetto per chi, dopo una settimana di lavoro cittadino, usa il mezzo per i weekend fuori porta. Ha un utilizzo prevalentemente extraurbano e una cilindrata superiore ai 300cc ma quasi mai superiore ai 400cc.

Per avere un’idea generale possiamo vedere quali sono i quindici scooter più venduti in Italia l’anno scorso:

1 – PIAGGIO LIBERTY 125 (modello delle Poste.)
2 – YAMAHA TMAX 500
3 – HONDA ITALIA SH 150
4 – HONDA ITALIA SH 300
5 – HONDA ITALIA SH 125
6 – PIAGGIO LIBERTY 125 RST
7 – PIAGGIO BEVERLY 350
8 – PIAGGIO BEVERLY 300
9 – KYMCO AGILITY 125 R16
10 -YAMAHA XMAX 250
11 – KYMCO DOWNTOWN 300
12 – PIAGGIO VESPA GTS 300 SUPER
13 – HONDA VISION 110
14 – HONDA INTEGRA 700
15 -YAMAHA XENTER 150

Da questa lista si evincono principalmente due cose: la metà dei modelli non supera i 250 cc e che i 2/3 del mercato sono monopolizzati da HONDA e PIAGGIO.
L’idea quindi generale di chi compra uno scooter è quella di prediligere la leggerezza e la maneggevolezza dei mezzi che spesso sono a ruota alta per un utilizzo prevalentemente urbano.

Se per un attimo volessimo guardare quelli che una volta venivano chiamati i motorini, troviamo che la marca padrona è la Piaggio con i modelli come VESPA e LIBERTY, affiancata dal sempreverde Agility della Kimco.

Una parentesi a questo punto è obbligatoria per ricordare i vari tipi di patente, da conseguire previo esame, che servono per guidare una due ruote:

PATENTE AM (vecchio patentino) – si consegue dai 14 anni, permette di guidare ciclomotori fino a 50cc o le cosiddette minicar.

PATENTE A1 – si consegue dai 16 anni e permette di guidare meno potenti (motocicli fino a 125 cc).

PATENTE A2 – si consegue dai 18 anni di età, per moto fino a 35 kW.

PATENTE A – si consegue dai 24 anni o dai 20 se si possiede la patente A2 almeno da due anni. La categoria A abilita alla guida di tutte le moto.

PATENTE B permette di guidare ciclomotori e motocicli fino a 125cc.

In conclusione possiamo affermare che, anche se i motociclisti puri disseteranno, sicuramente per girare in città conviene acquistare uno scooter fino ai 250cc con le seguenti caratteristiche per poterlo definire perfetto: compatto e leggero, maneggevole, con un ampio raggio di sterzo per risalire le code, scattante per non rimanere “imbottigliato” nel traffico e relativamente veloce per i trasferimenti nelle arterie a scorrimento ‘veloce’, capiente, per poter alloggiare, meglio se sotto chiave, la borsa del lavoro o la spesa, protettivo per ripararsi da pioggia e freddo se lo si vuole usare sempre, confortevole, economico all’atto dell’acquisto ma anche nei consumi e nella manutenzione e ultimo ma non ultimo sicuro:
Purtroppo nessuna casa ha ancora messo in commercio lo scooter perfetto, ma sicuramente al giorno d’oggi la scelta è sicuramente ampia e di qualità!